Villa Trossi Uberti – Livorno
28 luglio 2026 ore 21.30
Prenotazioni con messaggio WhatsApp al 338 5081221
Ingresso posto unico euro 15.00
Sessanta anni sono un traguardo che val bene un nuovo spettacolo. Almeno, così deve aver pensato Paola Pasqui, che torna quest’anno sul palco di Villa Trossi con il suo nuovissimo show “(ses)Santa Subito” proprio pochi giorni dopo aver spento 60 candeline. L’attrice, comica e scrittrice livornese sarà protagonista a Estate a Villa Trossi, festival promosso dalla Fondazione d’Arte Trossi-Uberti e ideato dall’Associazione Pietro Napoli, martedì 28 luglio alle 21.30 con la sua nota carica di simpatia ed effervescenza.
“(ses)Santa Subito” farà il suo debutto proprio a Villa Trossi, contesto caro all’artista per la possibilità di esprimersi liberamente a 360°. Consuetudine vuole che non si chieda l’età a una signora, ma stavolta è lei stessa a svelarlo, e ha ben ragione di farlo dato che 60 anni sono un compleanno da celebrare come si deve. E una come Paola Pasqui cos’altro di meglio poteva inventarsi se non uno show dedicato, un modo per condividere e festeggiare questo traguardo assieme al suo pubblico?
Il titolo dello spettacolo è un chiaro gioco di parole su questo e lascia intendere quello che ci si dovrà aspettare: una sorta di bilancio comico, o meglio tragicomico, della sua esistenza e dei passaggi generazionali, tra mode e fissazioni che ci contagiano, tra ricordi e intermezzi divertenti riguardo il periodo che stiamo attraversando. Non dei più semplici, sulla scia di un modo di vivere e comunicare che ai più risulta un po’ estraneo, ma al quale ci dobbiamo adeguare.
Scritto e recitato da Paola Pasqui, “(ses)Santa Subito) è insomma un modo giocoso attraverso cui l’attrice guarda a sé stessa come alla realtà che la circonda, destreggiandosi tra ironia e riflessione, con l’obiettivo di far divertire il pubblico, prendendo spunto anche dall’attualità oltre che dalle tappe della sua vita e della sua carriera. Ci saranno anche alcuni dei suoi personaggi, ad esempio la poetessa anglo-irlandese Nenia O’Connor, che parla per paradigmi di verbi irregolari e chissà cosa avrà da dire per questa speciale occasione.
La santificazione di Paola Pasqui, dunque, sarà una sorta di rito pagano anticonvenzionale, scevro da formalità, ma ricco di battute e autoironia in cui ognuno potrà liberamente rivedersi. Il nostro “ego ridens”, insomma, sarà stimolato a sufficienza dalla cifra umoristica e dal linguaggio teatrale che fiorisce nella comicità che ha resa famosa l’attrice labronica.
Artisticamente nata al Teatro Vertigo di Livorno, l’attività di Paola Pasqui si nutre da anni, in parallelo, di teatro e cabaret: fra i suoi personaggi ricordiamo la perfida Luana, maldicente all’ennesima potenza, la labronicissima Yarika, che mischia l’oroscopo con le filosofie orientali e le smanie salutistiche così tanto diffuse a Livorno, l’anziana e immortale Dina, appassionata di funerali e di disgrazie (rigorosamente altrui), la surreale poetessa anglo-irlandese Nenia O’Connor o anche l’inquietante valletta dell’Est Ana Doxa, di morale non specchiatissima e con frequentazioni malavitose, che coltiva il sogno di arrivare, come le tante vallette dell’Est che popolano la tv italiana, a “Porta a porta” di Bruno Vespa, e l’ospitalissimo siculo Rosalìo Glassato, un personaggio per il quale Paola recita ‘en travesti’ , con la raccapricciante abitudine di candire gli ospiti in segno di amicizia. L’attrice ha collaborato con l’inserto umoristico “La tracina” del quotidiano Il Tirreno e ha avviato anche attività di scrittrice pubblicando “Ovunque ma non a Livorno”, “La cittadinanza grata pose”, “Anomalo romanzo rosa fra Calafuria e Cape Cod” e “Montagne russe”. I suoi monologhi si arricchiscono ogni anno, attualizzando paradossalmente, e con comicità, riflessioni, notizie, gioie e drammi dei tempi moderni.
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