La terza edizione di Hortus Conclusus conclude in grande e lo fa con una riflessione dal titolo Quale femminile per un nuovo umanesimo?, con due protagoniste femminili della città, Claudia Pavoletti e Darya Majidi. Il dialogo prenderà le mosse da una domanda decisiva per il nostro tempo: quale contributo può offrire il pensiero femminile alla costruzione di un nuovo umanesimo capace di affrontare le trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche del XXI secolo? Un confronto che intreccerà i temi della responsabilità, della cura, dell’impresa, dell’inclusione e della partecipazione, proponendo una riflessione che riguarda l’intera società.
Questo quinto appuntamento finale rappresenterà il naturale approdo di un percorso che si è dimostrato capace di affrontare con leggerezza, senza perdere la profondità, temi importanti e complessi; dal valore del lamento nella costruzione dell’identità al il rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale, dalla creatività femminile nell’arte al legame tra poesia, psichiatria ed esperienza della fragilità.
Un itinerario culturale che ha confermato la vocazione della rassegna a creare spazi di confronto tra saperi differenti, favorendo una riflessione condivisa sulle trasformazioni del nostro tempo. «Con questa terza edizione – afferma il direttore della rassegna Pier Giorgio Curti – Hortus Conclusus si conferma uno spazio culturale nel quale discipline diverse possono dialogare senza perdere la propria identità. In un’epoca caratterizzata dalla frammentazione dei linguaggi, abbiamo scelto di costruire occasioni di incontro capaci di restituire profondità al dibattito pubblico. Il tema conclusivo sul femminile e sul nuovo umanesimo rappresenta una prospettiva essenziale per immaginare nuove forme di convivenza, di responsabilità e di futuro».
Claudia Pavoletti, livornese, è una esperta di proprietà intellettuale e nuove tecnologie, responsabile mondiale dei programmi legali di compliance per Trellix, azienda leader della sicurezza informatica. Precedentemente ha ricoperto incarichi internazionali in editoria, discografia e tech (EMI Music, Business Software Alliance, McAfee e Intel). Ambasciatrice in ambito mondiale su tematiche di inclusione e sostenibilità, è stata International Visitor Leadership Program su invito del Dipartimento di Stato USA.
Darya Majidi è una computer scientist e imprenditrice tech con oltre 30 anni di esperienza nel settore dell’AI. Fondatrice e Presidente onoraria dell’Associazione Donne 4.0 è Presidente di UN Women Italy. E’ ideatrice dell’Academy AIxALL ed è stata riconosciuta da Fortune Italia come una delle donne tech più influenti nel panorama dell’innovazione. Attivista per i diritti umani, la sua missione è accelerare la trasformazione digitale attraverso un approccio che unisca competenze digitali con etica e inclusione di genere.
Tutti gli appuntamenti si terranno nel giardino O.A.M.I., in Borgo San Jacopo 134/A, a Livorno, con inizio alle
21.30. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. La prenotazione è consigliata telefonando al numero
0586 813861 o scrivendo a
livorno@oami.it.
Hortus Conclusus 2026 – Polifonie dell’incontro. Intrecci contemporanei è realizzato con il sostegno e la collaborazione di O.A.M.I., CESVOT, Comune di Livorno, Castagneto Banca 1910 e Itinera.
L’O.A.M.I. (Opera assistenza malati impediti) è attiva da decenni sul territorio livornese e offre sostegno alle persone svantaggiate e alle loro famiglie. I servizi offerti, sotto il cappello dell’Asl di Area Vasta, sono la Casa famiglia e il Centro diurno di socializzazione per adulti disabili psichici. È diretta dal dottor Pier Giorgio Curti.