Dalle ore 20:00
Ispirato, in parte, allo sguardo diretto di Rineke Dijkstra, On the Cusp consiste in una serie di ritratti urbani realizzati in diverse città del mondo. I soggetti—adolescenti colti in spazi pubblici—guardano in camera come per porci una questione, sospesi in una dimensione di attesa e definizione. Ogni immagine restituisce un momento di passaggio: l’adolescente, ancora in bilico, si confronta con un futuro che è insieme promessa e incertezza. Le città, mutevoli e stratificate, fanno da sfondo a questa condizione universale, amplificando il senso di transizione. Il progetto indaga dunque l’adolescenza come soglia: un tempo fragile e potente che la fotografa prova a trattenere un momento prima del cambiamento.
Francesca Capasso nasce a Milano. Durante un percorso di studi nelle arti visive e nel cinema in Francia, dove consegue un dottorato in cinema, sviluppa una pratica fotografica che si colloca al confine tra rappresentazione e osservazione, tra costruzione scenica e indagine del reale. La sua ricerca si articola principalmente tra la fotografia di scena e il progetto documentario, due ambiti che dialogano costantemente nel suo lavoro.
L’esperienza come fotografa di scena per il teatro e la danza nasce anche da una formazione come danzatrice maturata in gioventù, che continua a informare il suo sguardo. In questo contesto, il suo lavoro tende a estendersi oltre la restituzione dello spettacolo, soffermandosi sui momenti che lo precedono: le sale prova, i tempi sospesi della preparazione, le dinamiche interne tra i danzatori. Il corpo, inteso come archivio di memoria, tensione e possibilità espressive, diventa così il fulcro di un’indagine visiva che esplora le relazioni tra gesto, spazio e processo, più che il solo esito performativo.
Parallelamente, porta avanti un progetto documentario dedicato ai lavoratori immigrati impiegati nei pescherecci di Livorno. Qui l’attenzione si sposta verso dinamiche di lavoro, appartenenza e identità, interrogando le condizioni di invisibilità e marginalità che attraversano il contesto contemporaneo. Attraverso un approccio che privilegia la prossimità e la durata, il suo lavoro costruisce un dialogo tra dimensione estetica e responsabilità etica, mettendo in relazione pratiche artistiche e urgenze sociali.
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