L’apertura delle porte è fissata per le ore 21:00, con i live a partire dalle ore 21:30. I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketSms al costo di 13 euro più diritti di prevendita, e successivamente in cassa fino a esaurimento. E dopo il live il The Cage si trasforma nella pista da ballo del My Generation – Cage Night Party, per ballare fino a tarda notte con i tre dj set dei resident Gaew, Gina e Duam; i biglietti sono acquistabili direttamente in cassa al costo di 10 euro con prima consumazione inclusa.
Una combo di tre artisti che parlano la lingua del rap, dell’hip hop e del freestyle con accezioni e deviazioni che portano anche verso atmosfere più cupe e profonde. Per questa occasione il The Cage si trasforma in un vero e proprio girone infernale urbano aprendo le porte al Nasty Work Italian Tour. Trattasi dell’esplosivo format itinerante curato dall’etichetta underground Trivel che porta a Livorno l’unica data in Toscana di un cartellone a dir poco infuocato. Protagonista assoluto della serata è Ozone Dehumanizer (all’anagrafe Nicola Redavid), rapper, beatmaker e produttore originario di Gioia del Colle e pioniere indiscusso in Italia di un microgenere che fonde l’hardcore rap più intransigente con le sonorità e l’immaginario visivo del black metal e del death metal. Caratterizzato da atmosfere cupe, da un immaginario medievale fatto di castelli diroccati, pestilenze e nichilismo estremo, e da produzioni che rifuggono i classici campionamenti hip hop per lasciare spazio a chitarre elettriche distorte, sintetizzatori e ritmi marziali. Ad accendere ulteriormente la miccia prima di lui ci penseranno Click Head e Doye Tex, due nomi caldissimi dell’underground lombardo che viaggiano fianco a fianco nel tour: il primo, veterano della scena graffiti e streetwear milanese dei primi anni Duemila, ha una solida conoscenza della sottocultura newyorkese, ama curare i dettagli e il suo atteggiamento e la sua disinvoltura sul palco trasformano ogni esibizione dal vivo in una vera e propria esperienza in stile “Boiler Room”; e il secondo, invece, è un talentuoso classe 2000 cresciuto a pane e freestyle, noto per una scrittura cruda e incastri metrici implacabili, nonché per la sua presenza scenica e per l’approccio metodico alle esibizioni dal vivo, ciò che ha contribuito ad elevare costantemente il livello dei suoi spettacoli.
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