Marco Lenzi SUL “DISPREZZO” DI JEAN LUC GODARD
  • Gio 5 marzo 2026
Aula Magna dell’Istituto Vespucci-Colombo,,
piazza Vigo, 1

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Marco Lenzi SUL “DISPREZZO” DI JEAN LUC GODARD

Proseguono i consueti incontri culturali organizzati dalla Biblioteca dell’Istituto Vespucci-Colombo.
Giovedì 5 marzo, alle ore 21.00, nell’aula Magna dell’Istituto Vespucci-Colombo, piazza Vigo, 1, il musicologo Marco Lenzi terrà un incontro dal titolo  SUL “DISPREZZO” DI JEAN LUC GODARD. Teoria dell’accettazione della colonna sonora.

Dal punto di vista musicale, quello del film “Il disprezzo” (1963) di Jean-Luc Godard, con Brigitte Bardot e Michel Piccoli, tratto dall’omonimo romanzo del 1954 di Alberto Moravia, è uno dei casi più insoliti e curiosi: esso presenta, infatti due diverse colonne sonore, una composta da Georges Delerue per l’edizione francese e una, completamente diversa, scritta da Piero Piccioni per quella italiana.

Marco Lenzi nel suo incontro mira ad analizzare e confrontare le due versioni del film, soprattutto dal punto di vista dello spettatore, e ad approfondire la funzione e il ruolo svolto dalla musica nel cinema. Se, infatti, la questione potrebbe sembrare risolvibile, in prima istanza, ricorrendo al parere del regista, che ovviamente ricusò la versione italiana in quanto stravolta dalle scelte del produttore, approfondendola ci si imbatte nella questione ulteriore dell’autore e dell’autorialità in generale; questione che, nel cinema forse più che nelle altre arti, assume un’importanza centrale.

In ogni caso, lo spettatore che vede un film ‘accetta’ la colonna sonora come una sorta di dato di fatto, necessario, anche quando sembra essere inadeguata alle immagini. La musica condiziona sempre e in ogni caso la ricezione del senso del film, e “Il disprezzo” ne costituisce uno degli esempi più interessanti.

Marco Lenzi è nato a Livorno nel 1967. Musicista e insegnante, si è occupato di musica contemporanea svolgendo un’intensa attività seminariale in tutta Italia e pubblicando la prima monografia italiana su Morton Feldman (Le Sfere Ricordi/Lim 2009) e vari scritti su riviste specializzate (“Musica/Realtà”, “MusikTexte”, “Quaderni di Octandre”, “Nuova Civiltà delle Macchine”, “Tetraktys”). Le sue composizioni, edite da Ars Publica, sono state eseguite in Italia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Spagna e Stati Uniti da solisti ed ensemble quali Giancarlo Cardini, Livia Rado, Dario Calderone, Francesco Gesualdi, Ilaria Baldaccini, Riccardo Vaglini, Collettivo Rituale, L’Arsenale, Tubi&Corde, Ensemble Conductus, Bread Crumbs. Ha collaborato con diversi musicisti rock, tra i quali Anthony Reynolds e Virginiana Miller. Insegna nella scuola pubblica da più trent’anni. (1972) di Barbet Schroeder e “Zabriskie point” (1970) di Michelangelo Antonioni.

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